Ritoccare le foto è sempre conveniente?

Car-retouching2Chissà quante volte, nella vostra travagliata vita di graphic designer, vi sarà capitato di sentire un vostro cliente chiedervi: «È possibile ritoccare la foto con Photoshop?», o peggio ancora: «È possibile ritoccarla ‘dopo’ con Photoshop?». Perché ci sono clienti che danno per scontato che dovrai fare una foto che richiederà una post produzione pesante. Nei casi estremi capita che chiedano di realizzare interamente in digitale un’immagine di un prodotto o una composizione perché non ne possiedono fisicamente uno da farti fotografare. A me è capitato spesso per un grosso cliente del beauty di dover realizzare scatti fotografici di espositori (da banco o da terra) con i prodotti inseriti. Ci fosse stata una volta, dico una, che l’espositore mi fosse arrivato completo. Se ero fortunato mi arrivava con una sola fila di prodotti completa. Così, per poterlo “riempire” ero costretto a fare più scatti, spostando di volta in volta i prodotti nella fila più avanti, fino ad avere uno scatto per ogni fila, con un lavoro di scontorno e ritocco di luci e ombre che lascio immaginare. In sintesi per fare uno scatto dovevo in realtà farne cinque (quattro o sei a seconda delle file di prodotti), ma il cliente ovviamente voleva pagarne uno. Per un designer oggi è difficile ottenere immagini decorose senza dover intervenire (anche pesantemente) in post-produzione. Oggi i clienti si sono fin troppo assuefatti all’idea che Photoshop sia la cura di tutti i mali della fotografia. Vivono nella convinzione che si possa ritoccare e post-produrre tutto, come se niente fosse e senza costi aggiuntivi, senza prima consultarsi col proprio consulente di comunicazione se la cosa sia fattibile o se produca un risultato soddisfacente.

Una volta l’art director era la massima autorità garante della qualità di un prodotto grafico e fotografico. Il fotografo non osava neanche pulire le ottiche senza la presenza dell’art director allo shooting. Oggi purtroppo non è più così. Da un lato i fotografi vengono maltrattati come e peggio dei creativi, per cui si tappano gli occhi, scattano e chi s’è visto s’è visto. Quelli molto intraprendenti cercano superare la frustrazione provocata dai clienti improvvisandosi art director inviando ai veri art director le foto già tagliate secondo il loro gusto, così l’art non può fare altro che impaginarle, senza possibilità di dare un taglio personale,  sperando di avere almeno un po’ di abbondaggio sui lati. Dall’altro lato, i clienti si sono emancipati. Quando non sono direttamente loro a farti le foto, magari col telefono “che fa delle foto bellissime”, vanno dal fotografo a seguire (=decidere) gli scatti, con risultati poco confortanti in cui l’unica consolazione per il designer che impaginerà le foto è che, se il fotografo non è un incapace, almeno verranno nitide e pulite. Alla luce di tutto ciò, come ci si dovrebbe comportare nella valutazione di uno scatto fotografico che richiede un intervento aggiuntivo pesante? Conviene ritoccare o sarebbe meglio rifare lo scatto?

Banalmente alcune imperfezioni delle immagini potrebbero essere risolte già a monte. Pulire gli oggetti da fotografare, ad esempio, è un’operazione semplice, veloce e soprattutto gratuita, che fatta prima di fare la foto permette di risparmiare tempo e denaro. Purtroppo i clienti che si improvvisano fotografi ignorano questo aspetto rifilando immagini impolverate che costringono a un intervento di post-produzione che non sempre viene riconosciuto economicamente. «Io non l’ho chiesto. A me la foto andava bene anche impolverata!» mi sono sentito dire una volta dopo aver mostrato il lavoro certosino di pulizia fatto su una foto. Stesso discorso vale per i prodotti graffiati o sporchi.

I tempi per produrre un lavoro sono sempre più stretti, perciò è necessario far presente ai clienti un aspetto non trascurabile legato al trattamento delle immagini. Il miglior punto di partenza è avere da subito una situazione chiara su cosa bisogna scattare, cosa eventualmente ritoccare e che tipo di risultato si vuole ottenere. Qui l’aiuto del fotografo può essere determinante. Stabilire con lui che tipo di immagine si vuole ottenere (luci, colori, prospettiva, …) permetterà di ridurre al minimo gli interventi di fotoritocco.

Ci sono casi in cui la post produzione è consigliata e può contribuire a migliorare in maniera determinante la foto di un prodotto, ad esempio quando si fotografano dei prototipi, che presentano delle imperfezioni di fabbricazione.

In certi settori è un must, che a volte raggiunge costi paragonabili al solo scatto fotografico. Due esempi su tutti: l’automobile e il beauty/fashion. La quasi totalità delle foto delle auto è ritoccata, per rendere il prodotto più aggressivo e attraente. Per non parlare di cosa accade nel mondo della cosmesi e beauty, dove l’esigenza di vendere “un sogno” obbliga ad un trattamento delle immagini che a volte è fin eccessivo, facendo apparire le modelle come dei manichini e veicolando canoni di bellezza molto distanti dalla realtà. Qui però il punto di partenza è già un’ottima foto.

Tornando alla domanda iniziale, ritoccare un’immagine NON è sempre una soluzione conveniente né graficamente né economicamente. Soprattutto se si affida alla sola post-produzione la buona resa di un’immagine. Escludendone i casi in cui è utile (quasi obbligatoria) per il raggiungimento di un obiettivo preciso non raggiungibile con un semplice scatto, il solo utilizzo per migliorare un’immagine sbagliata in partenza, non vale quanto rifare lo scatto o progettarlo correttamente fin dalla prima volta. E questo aspetto va preso in considerazione insieme al cliente, ed eventualmente al fotografo, prima di infilarsi in un lavoro che può risultare lungo e faticoso e che può dar vita a discussioni e inutili perdite di tempo. E il tempo è denaro. – Photo source: http://www.thecreativemovement.com

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Showing 2 comments
  • Ivan
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    Finalmente, leggo qualcosa di serio!!!!
    Mi occupo da un po di anni di fotomanipolazione, di sicuro ho tanto da imparare ma non mi spavento, tiro avanti con fatica in questo ambiente pieno di piranha, pronti a farti le scarpe alla prima occasione..
    Molti clienti pensano che PS sia quasi automatico, pensano che scontornare, clonare, processare un immagine sia facile e veloce, ignorano il fatto che dietro una gran foto ci sia innanzitutto, a monte, una buona macchina e un occhio umano sensibile, in grado di cogliere anche il più insignificante particolare…
    Sono cresciuto come pittore e disegnatore, figlio d’ arte, se così si può dire, di maestri dell età contemporanea, nonostante questo…non me sono mai vantato.
    Per me la fotografia digitale è stata come una rivelazione quasi divina, un dono inaspettato della tecnologia….
    Nonostante siano passati un po di anni dal giorno in cui presi in mano una macchinetta fotografica, mi sento sempre come allora, curioso e ansioso di imparare a crescere e evolvermi.
    Non mi interessa la fama, anche perché non è ciò che cerco…ma la voglia di fare della mia “arte” una professione che gratifichi per lo meno tutta la fatica che riverso quando creo un immagine.
    Uso PS e tavola grafica in modo quasi ossessivo, una malattia che non lascia scampo, una droga da cui è impossibile separarsi e penso che tu possa capire benissimo cosa intendo dire.
    Già, perché conoscenza e talento non sempre vanno d’ accordo…bisogna darci dentro, a costo di sacrifici enormi e delusioni…
    Chi come te lavora col digitale spesso si trova ad aver a che fare con dei perfetti ignoranti, gente che l’ estetica l’ ha vista col binocolo…forse neanche con quello…presuntuosi al quale gli è stato dato un posto come capo senza neanche sapere il perché…
    Insomma, la professionalità, è tutto e l’ esperienza lo è ancor di più…
    Grazie per l’ ottimo articolo, saluti !

  • antonio_filigno
    Rispondi

    Ciao Ivan,
    grazie a te per il commento, su cui sono totalmente d’accordo. Purtroppo oggi la professionalità di chi lavora in ambito grafico/fotografico/creativo viene un po’ calpestata, anche a causa della diffusione di massa di tecnologie che una volta erano patrimonio di pochi eletti, vedi la fotografia reflex o le applicazioni di grafica, per non parlare dello stesso computer.
    Dobbiamo resistere e sperare che un giorno ci sia un’imversione di tendenza e il nostro ruolo torni ad avere l’importanza e il rispetto che merita.

    un saluto :)

    antonio

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