Advertising. "Too much is not enough".

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Advertising. "Too much is not enough".

I media hanno profondamente cambiato, nel bene e nel male, lo stile di vita delle persone. La possibilità, unita alla consapevolezza, di vivere in un mondo in cui le distanze sono annullate e tutto è condivisibile pressoché in tempo reale, condiziona fortemente la nostra quotidianità e continuerà a farlo in futuro. Se possibile in maniera ancora più massiccia. Negli ultimi 30 anni il progresso dell’umanità nell’ambito delle innovazioni scientifiche e tecnologiche ha fatto passi da gigante modificando profondamente le nostre abitudini.
Anche la pubblicità, da par suo, si è adattata all’evoluzione del mercato, dei mezzi di comunicazione e della tecnologia, soprattutto per quello che riguarda internet e lo sviluppo del sociale. La (non più) nuova frontiera della comunicazione è la rete, e con esso il fenomeno in continua evoluzione dei social network. Nel 2011 l’advertising online in Italia ha superato il miliardo di euro sui 9,2 miliardi del mercato complessivo, ancora dominato dalla televisione. In futuro internet sarà sempre più utilizzato, e dal punto di vista pubblicitario la rete sarà divisa in tre macro aree: l’editoria online, il social networking e poi Google, ovvero la search. La comunicazione e i suoi mezzi di espressione continuano a evolversi come un infinito fiume in piena. Con la nascita e la diffusione dei Social Network, si è allargata la rete pubblicitaria online. Questo nuovo canale di comunicazione è sempre più utilizzato per pubblicizzare attività commerciali e per iniziative di marketing che attirino i clienti sfruttando la virilità della rete. I “new media” continueranno a crescere nonostante il rischio di cadere nella ridondanza, di diventare troppo invadenti e di sommergere di informazioni. Pensiamo per un attimo cos’era qualche anno fa un telefono cellulare. Un oggetto affascinante ma guardato anche con sospetto perché in grado di modificare uno “status quo”, rendendo reperibile ovunque chiunque. Poi le cose sono cambiate: oggi un telefono è “anche” un telefono. Poi sono arrivati i tablet, che sono tutto ciò che non è un telefono. E domani? Sarà inevitabile la dipendenza verso la tecnologia del futuro, come del resto è diventata scontata la subordinazione a strumenti inizialmente ancora troppo nuovi e innovativi per poter entrare subito a far parte del nostro quotidiano.
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