Anna Tatangelo testimonial LILT For women. A volte le peggiori cose vengono fatte con le migliori intenzioni.

anna-tatangelo-prevenzione-senoÈ doveroso fare una premessa. Non c’è alcuna pregiudiziale verso Anna Tatangelo come persona o come artista. E non entro nemmeno nel merito se sia opportuno o meno che una donna col seno rifatto per piacersi possa posare per una campagna rivolta a donne che col seno, diciamo, hanno qualche problema. Trovo la necessità di muovere una critica allo sviluppo della campagna per la prevenzione del tumore al seno per la quale Anna Tatangelo è stata testimonial. Ottobre è il mese della prevenzione e per l’occasione la cantante ha prestato la sua immagine alla Campagna Nastro Rosa della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT). Il tema è delicato ma forse non è stato trattato con altrettanta delicatezza.
Il risultato finale è una cosa che si avvicina più a una campagna per l’intimo (che sia abbigliamento o prodotti per la cura della persona) piuttosto che un appello volto a sensibilizzare le persone a un tema serio come il tumore al seno. L’immagine della Tatangelo, in posa vagamente sexy, qualcuno ha commentato “da calendario”, lascia freddo e piuttosto indifferente il target femminile (destinatario del messaggio) mentre quasi ammicca al pubblico maschile, che sfortunatamente non è il target. Sulla sua pagina Facebook Anna Tatangelo cerca di fare il rational della campagna: “L’abbraccio simboleggia il gesto più intimo per dire: “Mi voglio bene, per questo mi prendo cura della mia salute”, e l’invito a tutte le donne a fare altrettanto. Il linguaggio del corpo suggerisce altro.
Ora, non metto in dubbio la buona volontà di creativi e cliente di fare una campagna efficace, ma a meno che non ci sia stata volontà di fare il modo che si creasse del “buzz” intorno a questa campagna (della serie “purché se ne parli”), credo che il risultato sia discutibile.
E questo mi stimola una riflessione. Se è necessario ricorrere all’ammiccamento sessuale, per creare l’attenzione su un tema sociale che dovrebbe essere sempre vivo nella coscienza delle persone, i casi sono due: o i creativi erano a corto di idee (possibile) o, cosa peggiore, la gente ormai è talmente assuefatta alle comunicazioni sociali “politically correct” che il richiamo sessuale è ormai l’unica cosa in grado di creare un momento d’attenzione più lungo della lettura di un sms.

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