DIN 1451. Perché non si vive di solo Helvetica.

DIn

Tradisco per un attimo il mio carattere preferito per parlare di un altro font altrettanto elegante e rigoroso: il DIN. La storia di questo font sans-serif ha origini nel lontano 1905. In quel periodo le ferrovie prussiane avevano creato un set di caratteri per standardizzare le descrizioni sui vagoni dei treni merci. Nel 1920 avvenne la fusione con le ferrovie tedesche e il carattere prussiano divenne un punto di riferimento per l’intero sistema della grafica ferroviaria. Nel 1923 viene rilasciata la prima versione ufficiale del DIN. Il carattere verrà poi adottato dalla Germania nel 1936, nella versione conosciuta come DIN 1451, dove DIN è l’acronimo di Istituto Tedesco per la Standardizzazione (Deutsches Institut für Normung). Diventerà uno standard per la segnaletica stradale, numeri civici e targhe, trovando poi applicazione in altri ambiti e diventando sinonimo di design tedesco.

Il DIN1451 ha due varianti: il DIN 1451 Mittelschrift (il font principale) e il DIN 1451 Engschrift (la versione condensata). Nel 1995 il disegnatore di caratteri Albert Jan Pool ampliò la famiglia rendendo il carattere più fruibile per la progettazione grafica ed editoriale. Nacque così FF DIN (oggi affiancato e forse rimpiazzato dal DIN Pro) ampiamente utilizzato in editoria, pubblicità, progettazione web e creazione di logotipi. A dispetto dei suoi 110 anni resta un carattere molto attuale e apprezzato dai designer. Discreto ed elegante, anche in bold mantiene un suo aplomb senza diventare invadente o scomposto.

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