Le parole della cosmesi. Più il nome è impronunciabile, più il prodotto attrae.

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La passione per l’aspetto fisico si traduce nell’utilizzo quotidiano di prodotti cosmetici di ogni genere per cercare di arginare il tempo che implacabile lascia i suoi segni sul nostro corpo. Per le aziende di cosmetica vincere le sfide del mercato è sempre più complesso. Il mondo della cosmesi è sempre in fermento e pronto a lanciare nuovi trend e nuove idee nel nome dell’eterna giovinezza.
I consumatori dal canto loro sono sempre aperti e ricettivi di fronte a prodotti che possono garantire una pelle più liscia o capelli più belli. Le idee non sono legate solo all’innovazione del prodotto ma anche del packaging (il contenitore) e della terminologia che contraddistingue i prodotti di cura/bellezza.
La comunicazione e il marketing non sono indifferenti a questo aspetto e si adoperano nella creazione di alchimie linguistiche specifiche per sottolineare ancora di più il ruolo importante che svolgono i cosmetici nel nostro quotidiano. Il linguaggio pubblicitario arriva a manipolare i termini al punto da costruire una sintassi tutta sua, una sorta di “supergrammatica” che fa percepire il prodotto come qualcosa di soprannaturale e miracoloso suggestionando i consumatori. Dal termine tecnico-scientifico al preziosismo letterario nei nomi di prodotto, o nei principi attivi di una specifica sostanza, l’inglese e francese spopolano: il primo (autorevole) ci rassicura, il secondo (suadente) seduce.
Bain Micro Recharge, Hydra Floral Antipollution, Rénergie Lift Volumetry, Hydra Zen Masque, sono solo un piccolo esempio di nomi dei prodotti di cosmetica. Per non parlare delle espressioni che cercano di spiegare il principio attivo, che alla fine risultano ancora più criptiche.
Analizzando i messaggi dei cosmetici emerge un fatto: l’utilizzo dei termini ipertecnici per descrivere un prodotto tende a non rendere il target cosciente delle sue reali caratteristiche. In pratica è una specie di “supercazzola” che nasce dall’incotro tra il linguaggio pubblicitario, ricco di nomi composti e forme sintetiche, e la chimica, che dispone di un nutrito bagaglio di termini e che esercita sempre un certo fascino verso le consumatrici, le quali si lasciano sedurre dal nome senza spingersi a capire effettivamente cosa faccia il prodotto. By the way, chi non si accontenta di un nome fighetto o ipertecnico ma vuole scavare più a fondo, qui può trovare un comodo e nutrito glossario con i termini più comuni del mondo beauty.

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