Malati di creatività?

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Malati di creatività?

Cesare Lombroso, psichiatra italiano vissuto nella seconda metà del 1800, nell’opera “Genio e follia”, attirò l’attenzione sul nesso malattia mentale-creatività, giungendo alla conclusione che la genialità non è altro che una manifestazione di una forma particolare di malattia mentale. Sarà. Effettivamente non mi sento tanto  a posto. Anyway, qui c’è un elenco di sintomi ed effetti colleaterali del mestiere del creativo, tra il serio e il faceto. La presenza della maggior parte di questi, evidenzia una patologia ormai cronica per la quale non c’è più nulla da fare. Bisogna rassegnarsi e conviverci.
– In pizzeria invece di scegliere la pizza critichi l’impaginazione cercando i refusi nel menù. Puntualmente li trovi (tanto poi prendi una margherita);
– Quando ti cade uno schizzo di sugo sulla camicia, a voce alta come un deficiente esclami: «Cazzo! Mela-zeta!»;
– Stai 2 ore a scegliere un font e un’ora a decidere il formato del cartello “Il bagno è in fondo a sinistra” (poi devi decidere dove appenderlo);
– Ogni tanto devi mandare una tua foto con il quotidiano del giorno ai tuoi amici per fargli sapere che sei vivo e stai bene;
– Passi più ore in agenzia che a casa. Perché in fondo ami il tuo lavoro;
– La tua account sa più cose di te rispetto alla tua fidanzata… ammesso che tu riesca a mantenere una fidanzata;
– Diventi più geloso della tua account che della tua fidanzata;
– Ti dà tremendamente fastidio che i cognomi sui citofoni non abbiano tutti lo stesso font;
– Tagli la pizza con la stessa precisione con cui rifili un board;
– Sei un po’ depresso perché il comando “duplica e ripeti” non esiste anche nella vita reale;
– La tua fidanzata ti chiede un consiglio su come vestirsi per uscire, e tu le dici: «Mah, non saprei, fammi vedere due o tre proposte…»;
– Definisci una ragazza un po’ cicciottella “fuori formato”, una semplice “poco appetizing” e una carina “ha una sua property”;
– Al primo appuntamento con una donna ti prende l’ansia da presentazione e arrivi con tre proposte per trascorrere la serata;
– Hai quasi tamponato l’auto di fronte a te perché hai visto un font che ti piaceva su un cartellone pubblicitario e non trovi pace finché non avrai quel font;
– Quando parli con la tua ragazza, invece di ascoltarla analizzi le decorazioni sulla sua t-shirt;
– Consideri la pausa pranzo una fastidiosa interruzione;
– Provi dei sensi di colpa ogni volta che sei costretto ad acquistare un’immagine da Fotolia;
– Quando parcheggi la macchina controlli gli allineamenti col marciapiede o con le striscie del parcheggio;
– Almeno una volta nella vita hai comprato un CD o un vino perché ti piaceva la sleeve o l’etichetta;
– È difficile parlare delle difficoltà del tuo lavoro quando i tuoi amici non sanno cosa vuol dire vettoriale o dpi;
– Hai abbastanza font installati nel tuo computer per usare un font diverso, ogni giorno, per i prossimi 10 anni;
– Non sei mai felice al 100% dei tuoi lavori. Primo, perchè sai che ogni cosa può essere migliorata. Secondo, perché ogni lavoro non esce mai esattamente come lo avevi pensato;
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