La creatività può essere espressa in ogni ambito della nostra vita. Ha a che fare con l’attitudine a osservare le cose da un punto di vista nuovo (o diverso), sperimentando nuove combinazioni. I risultati possono essere nuove idee, miglioramenti di vecchie idee, scoperte e applicazioni varie. Non si può affermare che esista una personalità o un carattere creativo, si può invece affermare che i talenti creativi presentano caratteristiche accomunate da atteggiamenti che contribuiscono a spingere la loro ricerca in tutte le direzioni, senza preclusione alcuna, al fine di ottenere il miglior risultato comunicativo possibile. Eccone una serie:

Energia. La creatività è come una batteria ricaricabile, è una fonte di energia rinnovabile e va costantemente alimentata.

Tenacia. I creativi hanno una determinazione incrollabile. Non si sentono sconfitti da eventi imprevisti, circostanze o ostacoli. La dimostrazione sta nel fatto che nonostante i clienti non si arrendono mai. Ogni fallimento viene elaborato come una tappa che porterà al successo.

Curiosità. La curiosità è il fattore motivante per un creativo. Vogliamo capire come, quando e perché succede qualcosa. Però la curiosità non può essere fine a se stessa o lasciata vagare liberamente assecondando l’estro del momento. Va indirizzata a un fine preciso e incanalata in un metodo.

Sempre in fermento. Il processo creativo non può essere acceso e spento come una lampadina. I creativi pensano sempre al loro problema, anche mentre dormono.

Mente aperta. La maggior parte delle persone è, o diventa, abitudinaria, nella vita come nel lavoro. I creativi sono l’esatto contrario. Sperimentano nuove strade, usano approcci a volte inusuali per la soluzione di un problema arrivando a mettere in discussione anche le regole più rigide, ridefinendo il concetto di “possibile”.

Mente esplorativa. Naturale conseguenza di una mente aperta è una mente che ha voglia di esplorare. A volte non sanno dove stanno andando e cosa troveranno, ma devono sempre cercare qualcosa.

Pensiero laterale. Precursore della teoria del pensiero laterale è lo scrittore maltese Edward de Bono, considerato la massima autorità nel campo del pensiero creativo e dei meccanismi della mente. Il pensiero laterale si contrappone al pensiero verticale, che afferma che la soluzione di un problema segue un percorso logico, sequenziale e convergente. La creatività è molto meno lineare. Nel pensiero laterale la soluzione non arriva necessariamente seguendo un percorso logico ma può arrivare seguendo vari percorsi anche non connessi tra loro, osservando il problema da diverse angolazioni.

Gioco. È una parte importante del processo creativo, soprattutto quello dei bambini, è divertimento puro. Non ci sono regole o giudizi, si gioca e basta. Pablo Picasso diceva che tutti i bambini sono artisti. Il problema è restarlo quando si cresce.

“Sinapsi” creative. I creativi sono come antropologi. Vedono le connessioni tra le cose più disparate e riescono a creare combinazioni tra idee apparentemente distanti tra loro, creando qualcosa di nuovo.

Fare Metafore. Una delle capacità fondamentali degli esseri umani è quella di potersi riferire a qualcosa mediante qualcos’altro. Questo “qualcos’altro” è tradizionalmente detto un “simbolo”. In diverse attività di comunicazione è il processo metaforico o di “magical thinking” (pensiero magico) che porta ad una corretta visualizzazione del punto di partenza e del punto di arrivo, facilitando la focalizzazione sull’esperienza del problema e sull’esperienza della soluzione.

Coraggio. La creatività richiede coraggio. Quando si cerca di creare qualcosa di nuovo, il rischio di fallire è alto. Una delle caratteristiche distintive di una mente creativa è la volontà di prendere dei rischi. Da un fallimento si possono imparare lezioni preziose e maturare esperienza. L’ignoto spaventa molte persone, non i creativi.

Immaginazione. I sogni, la fantasia, l’immaginazione sono fondamentali in un processo creativo. Picasso diceva che gli sarebbe piaciuto disegnare come un bambino. Crescendo perdiamo la capacità di immaginare e fantasticare come quando eravamo piccoli. Esperienze, sovrastrutture mentali e retaggi vari ci impediscono di viaggiare con la fantasia.

Motivazioni intrinseche. Mentre la maggior parte delle persone lavora per una ricompensa “tangibile” (denaro, successo, consensi…), i creativi provano soddisfazione più dal processo creativo che dagli effetti del risultato finale. Certo, se si guadagnano anche un po’ di soldi è meglio.

Ossessione. Il mestiere del creativo richiede dedizione e duro lavoro. Sono ossessionati dal lavoro, la loro mente è sempre in fermento, giorno e notte. Anche mentre dormono.


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